Trekking al Monte Vettore e Lago di Pilato, ovvero: De Amicitia

Esiste un repertorio più o meno classico di rimedi che le amiche tirano fuori nei momenti duri, quando sei depressa e sconfitta: una seduta dal parrucchiere, un weekend in spa, una maratona di shopping. Rebecca mi ha portato a fare un trekking al Monte Vettore di 7 ore. Ognuno ha le amiche che si merita.

trekking al monte vettore

I primi giorni dopo l’uscita di scena di lui con il coupe de theatrevado a stare da mia madre”, sono stati abbastanza difficili. Reagivo, lavoravo, cercavo di funzionare, foderavo le occhiaie con il correttore e mettevo i tacchi per sentirmi un po’ meno derelitta. Però non dormivo, perdevo peso, ero estenuata.

Dopo un paio di settimane, Rebecca mi ha invitato a passare il fine settimana da lei. “Portati qualcosa di comodo e gli scarponcini per camminare.”

La domenica mattina mi ha tirata giù di branda prima delle sette. Mi ha cacciato un cappellino in testa e uno zaino sulle spalle con dentro acqua, panini e cioccolato. Insieme siamo partite con un gruppo di suoi amici per un trekking al Monte Vettore nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, da Forca di Presta fino al Lago di Pilato.

forca di presta partenza trekking al monte vettore

Era quasi la fine di luglio. La fioritura sulla piana di Castelluccio di Norcia era  quasi al termine e così vedevo il paesaggio in un’altra delle sue infinite vesti. La magia di quel luogo è che puoi andarci mille volte e non lo troverai mai uguale. Muta non solo con le stagioni e con i mesi ma anche con le settimane e con i giorni. Se non è la terra a cambiare vestito ci pensa il cielo, mutevole come sono i cieli di montagna che ti sorprendono con un raggio di sole un istante dopo il temporale.

Mentre attraversavamo l’altopiano in auto lungo quella striscia di strada che prima è rettilinea e poi serpeggia e si incunea nel fianco della montagna, in mezzo a quella distesa sterminata d’erba ho visto correre sei cavalli. Nella mia mente annebbiata dalla privazione di sonno e confusa dal sovraccarico di pensieri, quella scena sembrava un buon presagio: sei magnifici cavalli che correvano nella mia stessa direzione, liberi e portentosi.

Ci siamo lasciate il paese di Castelluccio sulla sinistra e abbiamo continuato per Forca di Presta fino al Rifugio degli Alpini, dove parte il sentiero che porta al Monte Vettore e poi al Lago di Pilato.

lago di pilato

Lì abbiamo parcheggiato l’auto e ci siamo messe in cammino. Rebecca mi camminava accanto, parlavamo.

Quel suo avermi portata lì quella mattina, l’avermi equipaggiata con cappello e cioccolato, il controllare il mio viso di sottecchi per assicurarsi che stessi bene mi commuoveva. Mi sembrava il manifesto della sua amicizia e del suo modo di volermi bene: poche chiacchiere, molti fatti.

Se c’è una cosa bella che ho imparato dalla mia separazione, è il vero potere taumaturgico e salvifico dell’amicizia. Per quanto si possa essere forti e caparbi, nessuno si salva da solo (cit.)

marzia keller rebecca winke

Il primo lungo tratto del percorso di trekking al Monte Vettore che parte da Forca di Presta è una salita piuttosto ripida. Non ero in forma e ci ho messo un po’ a rompere il fiato, ma il paesaggio era così bello che mi distraeva dall’affanno.

L’ultimo tratto prima del Rifugio Tito Zilioli è ancora più irto. Sentire la fatica nelle gambe, dovermi concentrare sul mio respiro, fare attenzione a dove mettevo i piedi, mi svuotava la mente. Mi sentivo alleggerita, ad ogni passo mollavo fardelli e zavorre.

trekking_monte_vettore

Arrivare in cima è puro godimento. Ci siamo sedute sul prato. Intorno a noi c’erano famiglie, gruppi di amici, coppie e camminatori solitari, tutti a godersi sole e riposo.

La mia vita in quel momento era molto lontana da me, l’avevo lasciata a valle ed ero salita molto in alto, dove non poteva raggiungermi. Potevo starmene lì e guardarla da sopra, osservarla col giusto distacco.

Non sentivo più nessuna fatica, mi sentivo bene, ero al mio posto lì nel verde. Mi sentivo libera. Mi sentivo forte. Mi sentivo ricca di tutto quello che potevo abbracciare con lo sguardo. Contemplavo il mondo e constatavo che era infinitamente più grande di me e delle mie piccole storie. D’improvviso, niente più mi sembrava importante di ciò che mi riguardava e mi toglieva il sonno. Importanti erano soltanto il cielo sopra di me e la terra sotto le mie scarpe.

Dopo una scorpacciata di frutta e cioccolato, ci siamo rimesse in cammino e siamo scese verso il Lago di Pilato per la costa erbosa del monte. A dirla così, “costa erbosa del monte”, ti immagini lunghe corse a piedi nudi in un prato, discese ardite e risalite. In realtà, erba abbinata a pendenza vuol dire poco grip e molta fatica. Quel percorso non ti dà tregua nemmeno in discesa, la sua infinita bellezza te la devi sudare.

Arrivate in fondo, abbiamo camminato in un canalone di sassi e ghiaia. Lo abbiamo percorso in discesa scherzando su quando avremmo dovuto rifarlo in salita, ma c’era davvero poco da ridere.

Il sentiero fino al Lago di Pilato nell’ultimo tratto regala viste mozzafiato. Camminavamo in silenzio e volevamo solo arrivare lì, dove c’era quell’acqua dal colore impossibile da definire. 

Lì ci siamo fermate e abbiamo divorato i panini stese in terra, distrutte ed estasiate. Il lago se ne stava lì placido e beato e noi lo imitavamo.

Quella sera ero così a pezzi in ogni muscolo e fibra del mio corpo che per la prima volta in più di due settimane ho dormito come un orso in letargo.

Ho sognato i cavalli che correvano, liberi e portentosi.

Grazie, Rebecca.

rebecca winke

Il terremoto a Castelluccio di Norcia: cosa possiamo fare per tornare a camminare

Il 30 ottobre 2016, un violento terremoto ha colpito quest’area. Il paese di Castelluccio di Norcia è andato in gran parte distrutto, le strade d’accesso sono danneggiate, si sono verificate frane. Nel momento in cui scrivo, a causa delle strade inagibili e del rischio di frane, non è possibile raggiungere il Pian Grande di Castelluccio, Forca di Presta o alcun punto di partenza per i sentieri di trekking al Monte Vettore.

Riporto comunque sotto tutte le informazioni per fare questo bellissimo trekking, sperando di poter presto aggiornare questo articolo e rimuovere questa avvertenza. Spero di poter scrivere che la zona è di nuovo sicura, i collegamenti sono stati ripristinati e che possiamo tornare a camminare in questo meraviglioso angolo dei Monti Sibillini.

Questo sarà possibile anche grazie alla raccolta fondi promossa dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dalla Regione Umbria e dalla Perugina. Possiamo dare tutti il nostro contributo, basta andare sul sito dedicato all’iniziativa #RinascitaCastelluccio e fare una donazione. Facciamolo, si tratta di uno degli scenari naturali più emozionanti e incredibili del nostro paese. Appartiene a tutti noi, non lasciamolo morire.

Informazioni per il trekking al Monte Vettore e Lago di Pilato

  • Il punto di partenza del sentiero di trekking al Monte Vettore e Lago di Pilato è Forca di Presta.
  • L’auto si può parcheggiare davanti al Rifugio degli Alpini, che arrivando da Castelluccio di Norcia si trova sulla destra.
  • Il sentiero sale al Vettoretto, dove si trova il Rifugio Zilioli. Il rifugio è solo un riparo, non  è gestito e non ha servizi.
  • Dal Vettoretto si può proseguire per la cima del Monte Vettore oppure scendere verso il Lago di Pilato.
  • Il panorama è piuttosto aperto, quindi è semplice fissare dei punti di riferimento per non perdersi. Il sentiero, inoltre, è molto battuto e sempre ben visibile.
  • Il percorso è di 12 chilometri circa, andata e ritorno. Farlo tutto fino al Lago di Pilato richiede circa 7 ore di cammino, soste incluse. Tutte le caratteristiche del percorso (altitudine, dislivello, mappa) sono a questo link.
  • Il livello di difficoltà del trekking al Monte Vettore è medio-alto, è un percorso impegnativo per chi non è allenato. Consiglio di usare scarponcini da trekking alti e bastoncini.
  • Nella stagione calda è preferibile partire entro le 9 del mattino. Il sentiero è tutto esposto, non c’è ombra e il sole è molto forte. È consigliabile avere con sé un cappello o una bandana e un filtro solare.
  • Lasciato il Rifugio degli Alpini a Forca di Presta, lungo il percorso non ci sono altri punti di ristoro.
  • Acqua e cibo devono essere portati nello zaino, tenendo presente che si starà via molte ore e che lo sforzo fisico è intenso.
 

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