Chi sono

Avventurosa, io non ci sono nata. L’avventura è entrata nella mia vita mentre uscivo da un momento difficile, è stata la mia cura, la mia terapia, la mia palestra di vita e anche un gran divertimento. Lo è tuttora.

I viaggi, invece, li ho sempre amati. Il primo libro che mi ha tenuta incollata alle sue pagine quando avevo otto anni è stato un’edizione per l’infanzia dell’Odissea. È ancora oggi il mio libro preferito, proprio in quella versione, con le illustrazioni e i caratteri grandi e rotondi.

Il viaggio è entrato nella mia vita così, con le immagini omeriche di ninfe, sirene, ciclopi e mari in tempesta. Il viaggio è il mio desiderio costante, il movimento che mi fa sentire viva, una lezione che non si impara sui libri.

Mi chiamo Marzia Keller, sono una web copywriter e social media editor freelance. Faccio parte del popolo dei Nomadi Digitali, posso lavorare ovunque ci sia un wifi e una tazza di caffè, al bancone di un chiringuito a Cuba, su un’amaca in Polinesia o persino al tavolo della cucina di casa mia.

In realtà sono una digitale piuttosto stanziale. Come sede di lavoro quotidiana ho scelto il coworking che ho fondato nella mia città insieme a due amiche libere professioniste come me. Nomade o stanziale, l’importante per me è essere libera: libera di gestire il mio tempo e il mio lavoro, libera di scegliere quando partire e quando tornare, libera di cambiare routine ogni giorno, libera di dedicarmi alle idee e ai progetti che mi appassionano e mi rendono felice. (Sui motivi per cui ho scelto di lavorare da freelance ho scritto questo post)

Altre cose sparse su di me

  • Sono nata sotto il segno dei Pesci, con ascendente Leone, nell’anno della Scimmia
  • Amo la sharing economy, credo che accedere alle risorse sia molto più importante che possederle
  • Non ho mai avuto un colore preferito
  • Credo che il mio cognome sia molto figo
  • Ho realizzato un progetto fotografico che è andato due volte in mostra, si chiama 365 Mattine
  • Se frughi nella mia borsa, ci trovi sempre delle liquirizie sparse fuoriuscite dal loro astuccio
  • Ho iniziato a scrivere settantatré racconti. Ne ho finito uno solo, l’ho inviato a un piccolo concorso letterario, è stato premiato
  • Non credo in spiriti, anime, peccati originali o tarocchi, reincarnazioni, resurrezioni e giorni del giudizio. Però mi dichiaro agnostica sull’esistenza dell’unicorno e ritengo probabile che ci siano altre forme di vita nell’universo
  • La libertà di movimento nel tempo e nello spazio è un’esigenza profonda ed esistenziale per me, su cui baso molte scelte importanti
  • Per me stabilità significa equilibrio interiore e non contratto a tempo indeterminato
  • Non ho paura dei cambiamenti, piuttosto ho paura di chi non cambia mai
  • Penso che la felicità sia una scelta
  • Credo che si possa ricominciare sempre, ad ogni età e in ogni circostanza
  • Credo che, alla fine, andrà tutto bene.