A scuola di arrampicata: imparare a cadere

Mi sono iscritta a un corso di arrampicata. Ci pensavo da un po’, ma la decisione definitiva l’ho presa durante una ferrata a Rocca di Badolo, sull’Appennino Emiliano. Dovevo scapolare una roccia sporgente, sotto di me avevo uno strapiombo di centinaia di metri ed ero completamente paralizzata dalla paura.

Stefano (il principe azzurro arrivato a insegnarmi l’amore tutto daccapo quando non me lo aspettavo, ma questa è un’altra storia) cercava di tranquillizzarmi e mi ripeteva che ero imbracata e assicurata a un cavo d’acciaio. Non poteva succedermi niente. Io lo sapevo, ma la paura è così: quando ti entra nelle gambe, ti inchioda e non ti fa più andare avanti.

E così sono tornata indietro. Mi sono sentita delusa e frustrata, ma ho capito che il panico era provocato dal fatto che io non sapevo cosa stavo facendo. Avevo iniziato a fare ferrate da autodidatta. Avevo comprato un’imbracatura, un casco e un set ferrata, ma non avevo la più pallida idea di come si affronta una scalata. Andavo per istinto e il più delle volte ha funzionato, ma alla prima difficoltà mi sono dovuta arrendere.

È stato lì che ho deciso di fare il corso di arrampicata. Questa cosa di salire su per le falesie come un geco mi piaceva un sacco ma, per sentirmi sicura, dovevo imparare a farlo nel modo giusto.

corso di arrampicata parete indoor

Ho trovato un corso di arrampicata indoor alla palestra Stone Monkey di Firenze.

Alla prima lezione, l’istruttore Giovanni ha consegnato a me e a gli altri del gruppo le scarpette da arrampicata, avvisandoci che sono molto strette. Quando le ho indossate, ho capito che “molte strette” stava per “flagello di dio”.

Con le scarpette ai piedi e le lacrime agli occhi, siamo passati al secondo rito per essere consacrati a nerd della montagna. Abbiamo aperto le mani e Giovanni ha depositato sui nostri palmi la polvere magica degli arrampicatori: la magnesite. Hai presente quella sensazione che ti restava sulla pelle a scuola dopo aver usato gesso e cancellina? Ecco. La magnesite serve ad asciugare il sudore delle mani per non farti scivolare. Quando si arrampica, se ne tiene un sacchetto legato all’imbracatura.

corso di arrampicata parete

A questo punto, Giovanni ci ha dato le tre regole di base per l’arrampicata:

  1. Il triangolo. Durante l’arrampicata, le mani rappresentano il vertice superiore del triangolo e i piedi i due vertici alla base. Questa è la posizione a cui si deve sempre tornare dopo ogni movimento: mani unite o vicine in alto, gambe divaricate con piedi più o meno alla stessa altezza in basso. In questo modo, si scarica più peso possibile sulle gambe e non si affaticano le braccia.
  2. Il bacino deve sempre lambire la parete, mai essere distante. Niente posizione del ranocchio.
  3. I piedi si appoggiano sempre in punta. Questo dà una libertà di movimento maggiore e un appoggio più stabile. La scarpetta da arrampicata aka flagello di dio, inoltre, è rinforzata sulla punta e ha più grip.

Abbiamo iniziato a salire. Sotto i pannelli per l’arrampicata ci sono materassi morbidi che consentono di saltare – o cadere – anche da tre o quattro metri d’altezza. Giovanni ci avvisa: prima o poi cadremo. L’unico modo per non cadere è… restare a casa. Se si coltiva questo sport, prima o poi si cade. È come nella vita: solo se non ti metti in gioco non cadi mai.

In palestra si cade sui materassi, nelle arrampicate in natura si resta appesi alla corda. In ogni caso, bisogna imparare a cadere.

Per questo, dopo esserci arrampicati, Giovanni ci chiede di saltare invece che scendere usando le prese. Quando arriva il mio turno, prima di saltare guardo giù. Anche se c’è il materasso ho un po’ di fifa, non ho confidenza con l’altezza. Però mi fido di Giovanni: se lui dice che posso saltare, vuol dire che posso saltare. Quindi salto. Atterro sul materasso carponi, senza farmi male.

corso di arrampicata boulder

La prima cosa che Giovanni ci dice su come cadere correttamente mi fa riflettere: “quando cadete, non cercate di restare in piedi.” Ma certo. Se cerco di cadere in piedi magari non mi sporco le mani, ma rischio di distorcermi una caviglia o farmi male a un ginocchio.

Quante volte, nella mia vita, mi sono sforzata di cadere in piedi? Quanto male ho rischiato di farmi? Quando cado, invece, devo assecondare la caduta, buttarmi in avanti, poggiare prima i piedi, poi le ginocchia e poi le mani, come mi ha insegnato Giovanni. Non c’è niente di male se mi ritrovo a terra, l’importante è essere tutta intera e rimettermi in piedi. E ricordare il vecchio detto: non è forte chi non cade, ma chi cadendo si fa una bella risata. E ci riprova.

Corso di arrampicata base: informazioni utili

  • Il corso di arrampicata base si può fare in palestra o all’aperto
  • Un corso di arrampicata base normalmente è di 4-8 lezioni e comprende un’uscita in falesia
  • Il costo di un corso base va dai €100 ai €200
  • Le palestra solitamente permettono di noleggiare l’attrezzatura, comprese le scarpette
  • Nella maggior parte delle palestre, il costo del corso include alcuni ingressi supplementari in palestra per allenarsi

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