Il progetto

Adventure Therapy è un progetto nato sott’acqua, durante la mia prima immersione tra Corsica e Sardegna. Nuotavo in mezzo alle cernie nel blu di uno dei mari più belli del mondo e tutto quello che riuscivo a pensare era che sarei sicuramente morta. La mia bombola doveva avere qualcosa che non andava oppure stava per partirmi un embolo – potevo sentirlo! – oppure una di quelle cernie era imbottita di esplosivo e stava per provocare uno tsunami. Insomma, in un modo o nell’altro sarei certamente morta, la mia ora era suonata.

Quando la mente immagina, il corpo reagisce: il cuore aumenta i battiti, il respiro accelera, i movimenti si fanno più scomposti, si consuma più energia. In quel momento ho capito che ciò che minacciava la mia incolumità non era la bombola difettosa, l’embolo o la cernia bomba. Il pericolo più grande per me stessa ero io. Erano tutte le idiozie che la mia mente poteva concepire.

Era la mia stessa paura a mettermi in pericolo. Non solo: mi impediva di godere di quell’esperienza meravigliosa, pacifica, lenta, contemplativa.

Allora ho fermato i pensieri, svuotato la mente e rallentato il respiro. In un attimo mi sono ritrovata a volare nel mare senza peso, ammirando paesaggi sottomarini fantastici e dando una certa confidenza persino alle cernie.

Durante quell’immersione, ho imparato alcuni insegnamenti semplici ma molto utili anche sopra il livello del mare:

  • l’ostacolo è quasi sempre dentro di me
  • la paura nella maggior parte dei casi è una creatura della mia mente, soprattutto se c’è di mezzo una cernia farcita di tritolo
  • quando sono in difficoltà, devo solo ricordarmi di respirare

“La paura, per lo più, nasce dalle storie che raccontiamo a noi stessi. Così ho deciso di raccontare a me stessa una storia diversa da quella che di solito viene raccontata alle donne. Ho deciso che ero forte. Che ero coraggiosa. Che ero al sicuro.” Cheryl Strayed, Wild

E così, all’alba di una nuova vita da single di ritorno dopo un matrimonio malamente naufragato, ho iniziato a immergermi a trenta metri di profondità, arrampicarmi per pareti verticali alte come grattacieli, calarmi nei canyon appesa a una corda. L’avventura è diventata per me una terapia, una palestra di vita e un gran divertimento.

A ogni nuova esperienza provo meraviglia e stupore. Meraviglia per ciò che oggi posso guardare da prospettive del tutto insolite – hai mai osservato una montagna da dentro il letto di un fiume? – e stupore per ciò che mi sono scoperta in grado di fare. 

Adventure Therapy è un’avventura alla scoperta del mondo, di sé e di tutto ciò che si può fare.

Perché avventurosi si diventa.